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Play Factory in mostra a Designè

Martedì, 1 Aprile 2014

La Play Factory è stata selezionata per la mostra Designè dei progetti candidati al XXIII Compasso d’Oro ADI. Istituito nel 1954, il Premio Compasso d’Oro ADI è il più autorevole premio mondiale di design, nato per evidenziare il valore e la qualità dei prodotti del design italiano. Il premio Compasso d’Oro viene assegnato sulla base di una preselezione effettuata dall’Osservatorio permanente del Design dell’ADI, che anno dopo anno valuta e seleziona i migliori progetti, che vengono poi pubblicati negli annuari ADI Design Index. Play Factory è stata selezionata nel 2011 nella categoria Ricerca per L’impresa.

I video della serata Play 40 alla Design Library di Milano

Mercoledì, 13 Maggio 2009

Una selezione di video della conferenza gioco che si è svolta il

13 maggio 2009 alla Design Library di Milano.

Play Factory

Martedì, 25 Novembre 2008

Play Factory : “E’ nel gioco che l’uomo esprime il massimo della sua intelligenza ”. Isao Hosoe

Play Factory: “It is while playing intelligence is best expressed” . Isao Hosoe

Play 40 è una tappa importante del progetto Play Factory, un percorso che indica un nuovo modo di progettare, di “fare” e di creare valore attraverso l’espressione umana nella sua interezza. Le sue radici portano lontano: già nell’800 Schiller afferma che “l’uomo è completo solo quando gioca” perchè nelle operazioni ludiche convivono in modo armonico le componenti fondamentali dell’umanità: sensibilità e intelletto, materia e forma, esteriorità ed interiorità; tutte espressioni di bellezza. Adriano Olivetti, nel discorso inaugurale per il nuovo stabilimento di Pozzuoli (Napoli) nel 1955, afferma che: “di fronte al golfo più singolare del mondo, questa fabbrica si è elevata, nell’idea dell’architetto, in rispetto della bellezza dei luoghi e affinché la bellezza fosse di conforto nel lavoro di ogni giorno. La fabbrica fu quindi concepita alla misura dell’uomo, perché questi trovasse nel suo ordinato posto di lavoro uno strumento di riscatto e non un congegno di sofferenza. La fabbrica  deve produrre bellezza”.  L’educazione estetica si sviluppa attraverso il gioco perché esso  non è subordinato ad uno scopo razionale, né il momento intellettuale è sacrificato all’impulso sensibile: è un’attività che ha per fine se stessa.

Play 40 is a pivotal stage in the Play Factory project, a new method of designing and generating value through the free expression of the human being. Its roots can be found in the past: already  in the XVIII century Schiller stated that  “men are all-round when they play ” because in the game it is possible that all human beings main components coexist: sensibility and wit, matter and shape, inner and outer characteristics; all expressions of beauty. Adriano Olivetti, in his inauguration speech for the new Pozzuoli plant (Naples) in 1955, said that: “di fronte al golfo più singolare del mondo, questa fabbrica si è elevata, nell’idea dell’architetto, in rispetto della bellezza dei luoghi e affinché la bellezza fosse di conforto nel lavoro di ogni giorno. La fabbrica fu quindi concepita alla misura dell’uomo, perché questi trovasse nel suo ordinato posto di lavoro uno strumento di riscatto e non un congegno di sofferenza. La fabbrica  deve produrre bellezza” (this factory has been built in front of the most beautiful gulf of the world, thanks to an architect respecting the beautiful surrounding places so that the beauty may offer consolation to the everyday working activity. The factory was therefore created for man so that  he could find in his accurate workplace an instrument for his redemption and not a motivation to suffer). The aesthetical education develops through the game since it is not subordinated to a rational goal nor the intellectual moment is sacrificed to the sensible impulse: the only goal of this activity is itself.

 

Gioco vuol dire conoscere e conoscersi, “mettersi in gioco” per scoprire le affinità, le conoscenze tacite e i punti di forza. Con la crescita lo spazio del gioco si assottiglia sempre di più e, nello stesso tempo, si perde quella dinamicità fondamentale per l’innovazione. Play Factory è un modo per rivalutare il momento del gioco e per innalzarlo a ispiratore di creatività, innovazione, crescita.

Playing means knowing yourself and the reality around. “Stake yourself” inside the group to find out the affinities, the implied knowledge and the points of strength. The game space reduces with growth and at the same time that fundamental dynamism for innovation is progressively lost. Play Factory is the company thinking through the spaces and the moments of the game in terms of creativity, innovation , growth.

 

 

“Il Gruppo Loccioni è una Play Factory” - Isao Hosoe

40 carte per giocare e progettare

Giovedì, 20 Novembre 2008

Venerdì 28 Novembre 2008, presso il gruppo Loccioni, Isao Hosoe, designer giapponese vincitore di quattro compassi d’oro, ha presentato Play40: come farsi venire nuove idee giocando a carte.

Friday 28th November 2008, the Japanese designer Isao Hosoe (winner of four Compassi d’Oro) presented,  in Loccioni Group, Play 40: how get new ideas playing cards.

 

Play 40 è il gioco delle 40 carte creative: attraverso il collegamento di carte-parola,  carte-immagine, carte-suggestione, di incredibile profondità e leggerezza, i giocatori (bambini, adulti, manager, progettisti, persone, insomma) maneggiano in realtà strumenti per progettare, per scoprire nuove idee e sviluppare capacità creative.

Play 40 is the game of the 40 creative cards: through the incredibly light but deep association cards-word, cards-image, cards-suggestion the players (children, grown-ups, managers, designers, people) deal with real tools to design, to find out new ideas and develop creative skills.

 


La carta “neomadismo” ci porta indietro di milioni di anni e in avanti verso il futuro; la carta “energia comportamentale” ci fa comprendere come l’ombra e non l’ombrellone sia il vero progetto; la carta “bricoleur” ci fa mettere insieme cose che apparentemente appartengono a mondi diversi; mentre la carta “mana-shiki”ci invita ad usare il settimo senso (l’emotività) nel percepire la realtà.

Neomadism” card leads us back to millions of years and at the same time towards the future; “behavioural energy” makes us understand how the real project is the shadow and not the parasol;  “bricoleur” card teaches us how to put togetherthings that apparently belong to different areas; while “mana-shiki” card invites usto use the seventh sense (emotionalism) to perceive reality.

Con Play40 si possono inventare tanti modi di giocare, perché lo scopo non  è il cosa ma il come si gioca. Una sola regola è d’obbligo: “svuotare la testa prima di iniziare a giocare -ci suggerisce Isao Hosoe- solo così si otterranno le migliori performance creative”. Con Play 40 il gioco diviene la chiave fondamentale per la conoscenza attiva e per le scoperte innovative verso se stessi e verso gli altri.

With Play40 it is possible to invent different ways to play, since the aim is not what but how we play. An only rule is important: “empty our head before starting to play –as suggested by Isao Hosoe- this is the only way to get the best creative performances”.  With Play 40 the game turns out to be the fundamental key for the active knowledge and for the innovative discoveries towards ourselves and the others.

 

 

Lorenzo De Bartolomeis presenta Play40