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Isao Hosoe, il Trickster del Design, ci ha lasciati.

Sabato, 10 Ottobre 2015

Isao Hosoe si è spento il 3 ottobre alle 8 di sera, a Milano. La città, patria del Design, dove si era trasferito da Tokyo dopo la laurea in ingegneria per collaborare con Gio Ponti e Alberto Rosselli e che aveva scelto per vivere, per formare la sua famiglia, per fondare il suo studio e lavorare. Una persona unica, sempre umile e gentile, più filosofo che ingegnere, un grande affabulatore che sapeva incantare con il flusso lento e costante delle sue parole, con la sua imprevedibile cultura e l’acuta ironia, con la gestualità rituale e soprattutto con l’inarrestabile ricerca dellimprevedibile e dellinedito che traspariva da ogni sua parola, prima ancora che dai suoi progetti. Premiato con diversi Compasso d’Oro ADI e numerosi altri premi e menzioni in tutto il mondo, questo geniale e trasgressivo designer ha disegnato per alcune tra le più grandi aziende in tutto il mondo, ha operato e portato innovazione nei campi più diversi dell’industrial design ed è riuscito a infondere la cultura giapponese nel processo del design made in ItalyCome sempre attento ai cambiamenti, da qualche anno aveva ampliato il suo pensiero progettuale dal product al design dei servizi con il progetto Play Factory sviluppato con il Gruppo Loccioni, un modello nuovo di fare impresa per una nuova cultura del lavoro, segnalato nell’ADI Index 2011 nella categoria “Ricerca per l’impresa”. Una visione non solo estetica del design, ma nel suo significato più ampio di comportamento, visione, processo, funzionalità. Aveva scelto il vortice come logo per il suo studio Isao Hosoe Design, l’espressione della relazione dinamica fra culture, individui e prodotti. Una dichiarazione dintenti progettuale: al centro del vortice ha sempre posto lessere umano, la comprensione delle sue abitudini, dei suoi comportamenti e bisogni, anche quelli ancora sconosciuti. Sapeva raccogliere idee e concetti e portarli in un prodotto, utilizzando quello stesso metodo di “abduzione” già alla base dei suoi primi progetti, come la lampada Hebi concepita raccogliendo e assemblando un pezzo di tubo flessibile e altre parti di lampade trovati per terra in fabbrica. Forse uno dei lavori che meglio lo rappresentano; in nucegià allinizio degli anni70, compaiono temi che torneranno in molti altri suoi progetti nei decenni successivi: il ready-made la flessibilità, lergonomia, il gioco. Da tempo una crudele malattia aveva colpito i sensi e le abilità che erano state alla base della sua professione: la vista, la parola, il senso dello spazio. Ma per tutti quelli che lo hanno apprezzato, amato e che tanto da lui hanno imparato, resterà sempre il gioioso e sorridente Tricksternellaccezione di “catalizzatore dinamico allinterno del binomio centro-periferia”, una definizione che Isao stesso aveva scelto e che meglio di ogni altra lo rappresenta.

Isao Hosoe nasce a Tokyo nel 1942. Progetta nel 1965 il primo aereo a pedale come tesi di laurea in ingegneria aerospaziale alla Nihon University di Tokyo ottenendo successivamente il Master. Nel 1967 si trasferisce in Italia e inizia lesperienza del design con larchitetto Alberto Rosselli dello Studio Ponti-Fornaroli-Rosselli. Dopo diverse esperienze professionali fonda nel 1985 Isao Hosoe Design. Ha vinto numerosi premi internazionali con i suoi progetti nel campo del trasporto, mobili per ufficio, product design, telecomunicazioni, elettronica e mobili domestici. Ha tenuto numerose mostre personali e collettive sia in Italia cheallestero. Docente di Design al Politecnico di Milano, alla Domus Academy, allIsia di Firenze, allUniversità di Siena, allIstituto di Design di Cagliari, visitingprofessor allestero.

Lab@AOR tra le eccellenze del design italiano

Lunedì, 1 Dicembre 2014

In un mondo della Sanità alle prese con crisi e spending review, il laboratorio nato dalla collaborazione tra AOU Ospedali Riuniti di Ancona e Gruppo Loccioni continua a suonare come una fantastica eccezione. Ora anche l’Associazione per il Disegno Industriale (ADI) ha riconosciuto la potenza della visione che anima il Lab@AOR: far dialogare chi offre assistenza e chi fa tecnologia per innovare soluzioni, processi e modi di lavorare usati in sanità. Il progetto è stato infatti selezionato tra gli esempi di grande design italiano pubblicati nell’ADI Design Index 2014 sotto la categoria Ricerca per l’Impresa, che raccoglie i progetti strategici che promuovono l’innovazione all’interno delle aziende e nel territorio. Il Lab@AOR è un’esperienza fortemente radicata nel territorio, ovvero in quei 2 Km di futuro® che Loccioni e gli enti pubblici stanno ridisegnando con interventi di salvaguardia e sviluppo delle ricchezze naturali, culturali e industriali. Dal territorio, le idee del laboratorio si sono ormai diffuse attraverso una Community di medici, farmacisti ed infermieri che è nata in Ancona vanta oggi membri nei migliori ospedali del mondo, dagli USA al Giappone, dalla Danimarca all’Arabia. La pubblicazione nell’Index fa da preludio al Premio Compasso d’Oro ADI, il più antico ma soprattutto il più autorevole premio mondiale di design – un premio che il Gruppo Loccioni conosce bene, visto che grazie alla consolidata collaborazione con Isao Hosoe e Lorenzo De Bartolomeis ha già concorso con i progetti AGORÀDesign System ePlay Factory.