Archivi per la categoria ‘play factory’

Un secondo incontro con gli studenti. E’ la volta dell’Università Politecnica delle Marche

Venerdì, 22 Maggio 2009

Oggi 22 maggio gli studenti del corso di Organizzazione Aziendale della facoltà di Economia di Ancona hanno provato a raccontarci il loro punto di vista sulla Play Factory.

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Le idee stanno al gioco

Sabato, 18 Aprile 2009

L’espresso, 26 marzo 2009

 

Lavorare? Un gioco da ragazzi. In fondo lo diceva già il poeta Friedrich Schiller che << l’uomo è completo solo quando gioca >>. E allora perchè non farsi venire nuove idee giocando a carte (anche) in azienda. Play 40 è un gioco da tavola come quelli di una volta… >more

Play Factory

Martedì, 25 Novembre 2008

Play Factory : “E’ nel gioco che l’uomo esprime il massimo della sua intelligenza ”. Isao Hosoe

Play Factory: “It is while playing intelligence is best expressed” . Isao Hosoe

Play 40 è una tappa importante del progetto Play Factory, un percorso che indica un nuovo modo di progettare, di “fare” e di creare valore attraverso l’espressione umana nella sua interezza. Le sue radici portano lontano: già nell’800 Schiller afferma che “l’uomo è completo solo quando gioca” perchè nelle operazioni ludiche convivono in modo armonico le componenti fondamentali dell’umanità: sensibilità e intelletto, materia e forma, esteriorità ed interiorità; tutte espressioni di bellezza. Adriano Olivetti, nel discorso inaugurale per il nuovo stabilimento di Pozzuoli (Napoli) nel 1955, afferma che: “di fronte al golfo più singolare del mondo, questa fabbrica si è elevata, nell’idea dell’architetto, in rispetto della bellezza dei luoghi e affinché la bellezza fosse di conforto nel lavoro di ogni giorno. La fabbrica fu quindi concepita alla misura dell’uomo, perché questi trovasse nel suo ordinato posto di lavoro uno strumento di riscatto e non un congegno di sofferenza. La fabbrica  deve produrre bellezza”.  L’educazione estetica si sviluppa attraverso il gioco perché esso  non è subordinato ad uno scopo razionale, né il momento intellettuale è sacrificato all’impulso sensibile: è un’attività che ha per fine se stessa.

Play 40 is a pivotal stage in the Play Factory project, a new method of designing and generating value through the free expression of the human being. Its roots can be found in the past: already  in the XVIII century Schiller stated that  “men are all-round when they play ” because in the game it is possible that all human beings main components coexist: sensibility and wit, matter and shape, inner and outer characteristics; all expressions of beauty. Adriano Olivetti, in his inauguration speech for the new Pozzuoli plant (Naples) in 1955, said that: “di fronte al golfo più singolare del mondo, questa fabbrica si è elevata, nell’idea dell’architetto, in rispetto della bellezza dei luoghi e affinché la bellezza fosse di conforto nel lavoro di ogni giorno. La fabbrica fu quindi concepita alla misura dell’uomo, perché questi trovasse nel suo ordinato posto di lavoro uno strumento di riscatto e non un congegno di sofferenza. La fabbrica  deve produrre bellezza” (this factory has been built in front of the most beautiful gulf of the world, thanks to an architect respecting the beautiful surrounding places so that the beauty may offer consolation to the everyday working activity. The factory was therefore created for man so that  he could find in his accurate workplace an instrument for his redemption and not a motivation to suffer). The aesthetical education develops through the game since it is not subordinated to a rational goal nor the intellectual moment is sacrificed to the sensible impulse: the only goal of this activity is itself.

 

Gioco vuol dire conoscere e conoscersi, “mettersi in gioco” per scoprire le affinità, le conoscenze tacite e i punti di forza. Con la crescita lo spazio del gioco si assottiglia sempre di più e, nello stesso tempo, si perde quella dinamicità fondamentale per l’innovazione. Play Factory è un modo per rivalutare il momento del gioco e per innalzarlo a ispiratore di creatività, innovazione, crescita.

Playing means knowing yourself and the reality around. “Stake yourself” inside the group to find out the affinities, the implied knowledge and the points of strength. The game space reduces with growth and at the same time that fundamental dynamism for innovation is progressively lost. Play Factory is the company thinking through the spaces and the moments of the game in terms of creativity, innovation , growth.

 

 

“Il Gruppo Loccioni è una Play Factory” - Isao Hosoe