Archivi per la categoria ‘play factory’

BINOMI incontra Isao Hosoe

Venerdì, 2 Aprile 2010


Il giorno 13 gennaio 2010 un gruppo di 10 giovani creativi appartenenti al progetto BINOMI (Biennale Nord Ovest Milano, un intervento che vede coinvolti diversi attori - Polo culturale Insieme Groane, Comuni Insieme, CoopeRho, Politecnico di Milano, Comune di Settimo Milanese - con l’obiettivo di intervenire sul territorio del Nord Ovest valorizzando la creatività e il talento dei giovani) ha incontrato l’ing. Hosoe e il suo staff con la finalità di confrontarsi sul metodo Play Factory e recepire nuovi stimolti per la crescita del progetto.

Il gruppo di lavoro si è occupato di mappare il territorio del Nord Ovest mettendo in evidenza i luoghi d’ombra e di luce di quest’area non-densa e periferica. Dalla mappatura generale è avvenuta una conseguente focalizzazione di progetto su un’area prestabilita, la ‘piazza’ del Comune di Bollate, perché luogo centrale della città e fulcro di molteplici attività, di incontri, di giochi, di racconti. Individuata l’area di progetto è stato applicato a diverse scale il metodo Play Factory attraverso sedute di Brainstorming per definire meglio il brief di progetto. Le carte e i concetti loro connessi hanno permesso al gruppo di lavoro di sviluppare ragionamenti e mappe concettuali su cui focalizzare poi i concept di progetto. Il prezioso incontro con l’Ing Hosoe e i suoi collaboratori ha permesso di entrare in profondità del significato delle carte utilizzate e fare delle riflessioni ulteriori sulla prosecuzione del progetto e su un successivo utilizzo più mirato del metodo Play Factory. Lo scambio di conoscenze e l’interazione con lo studio ha innescato in primo luogo nuove idee e riflessioni sul progetto ma soprattutto ha arricchito la conoscenza personale e professionale del gruppo di lavoro che è vivamente grato per la impeccabile ‘lezione’ a cui ha potuto assistere quel mercoledì pomeriggio nello studio Isao Hosoe.

Antonella Castelli

Politecnico di Milano

Per maggiori informazioni sul progetto BINOMI: http://binomi.it/


Incontri sul Design a Villa del Grumello

Giovedì, 12 Novembre 2009

Como, 4 novembre 2009.

Sulle sponde del lago di Como, in una serata mite e limpida, la luna  illumina una pianta secolare che accoglie gli ospiti arrivati a Villa del Grumello per il primo di una serie di appuntamenti intitolati : “Incontri sul Design a Villa del Grumello”

La serata, organizzata dal Politecnico di Milano e UniverComo, in collaborazione con la Camera di Commercio di Como e Domus Accademy, propone l’esperienza di collaborazione tra l’imprenditore Enrico Loccioni (Gruppo Loccioni) e l’Ing. Aerospaziale, Isao Hosoe (Isao Hosoe Design).

Il titolo della serata “Dall’elettromeccanica all’alta tecnologia nelle imprese, con la passione per il territorio” ha ispirato i relatori sul ruolo del design nell’impresa.

Giacomo Castiglioni, presidente di UniverComo, inaugurando l’incontro, pone l’attenzione sul rapporto tra design e territorio, prendendo spunto e citando il lavoro di Adriano Olivetti.

Francesco Trabucco, professore del politecnico di Milano, ci parla  della figura professionale del designer e dell’importanza del design come cultura d’impresa.

Isao Hosoe, designer, propone una visione della cultura neomadica, dove gioco, performance, abduzione e sensorilità, sono gli ingredienti base della nostra cultura futura.

Dall’incontro con il Gruppo Loccioni è nata la Play Factory, l’impresa che pensa attraverso lo spazio e i momenti di gioco. In quanto il gioco è la chiave fondamentale per la conoscenza attiva, per le esperienze e per le scoperte innovative.

Enrico Loccioni, imprenditore, sottolinea l’importanza del design come processo, del lavoro al servizio della collettività e del rapporto con le tradizioni agricole e territoriali.

Lavorare col sorriso sono le due parole che al meglio ci proiettano nella realtà di un gruppo dove sono tutti collaboratori in quanto non esiste il rapporto tra padrone e operaio.

La serata si conclude con uno scambio di domande e battute sul rapporto tra scuola e lavoro e sul recupero delle tradizioni agricole e territoriali  per il futuro dell’impresa.

lorenzo de bartolomeis

“Un’impresa dalle uova vive”

Lunedì, 6 Luglio 2009

Articolo tratto da “Executivemba Newsletter”

di Maria Rosaria Di Renzo e Alessandra Gazzani Marinelli

 

Solo due weekend di lezione separano l’inaugurazione del master con la prima esperienza “fuori porta” e quasi senza rendercene conto le persone un po’ “diffidenti” dei primi giorni si sono trasformate in un gruppo, fatto di ambizione, voglia di arrivare, di raggiungere l’obiettivo, di essere migliori, i più creativi, i primi.

Il breve soggiorno, le interviste, l’ascolto e l’osservazione del management, dei collaboratori e della realtà che caratterizza il Gruppo, hanno permesso ai nostri team di ‘consulenza’ di liberarsi dai “pregiudizi” iniziali e vivere momenti creativi e di lavoro comune che hanno spinto ad una riflessione più profonda e…ad andare oltre!

Ciò che rende Loccioni una Play Factory, sostengono gli allievi EMBA, è la velocità, la flessibilità, la fiducia nei collaboratori, il fatto che tutto ciò che viene creato o innovato lo si fa nel rispetto dei valori del Gruppo, l’importanza del cliente, la responsabilità, la delega del management ai propri collaboratori e l’intraprenditorialità.

Un modus operandi che non esula dall’impegno, dal lavoro serio e concentrato, dalla responsabilità, dai ritmi serrati e dal rispetto dei tempi, ma che rende il contesto organizzativo meno faticoso, più piacevole e orientato all’innovazione continua.

 

 

La prima tesi di laurea sulla Play Factory

Domenica, 7 Giugno 2009

A luglio sarà discussa la prima tesi di laurea sulla Play Factory.

“La mia tesi sarà in Organizzazione Aziendale”, ci racconta Roberta, studentessa dell’Università di Macerata, “all’inizio non è stato facilissimo approcciarsi a questo argomento e, soprattutto, inquadrarlo nell’ambito dell’organizzazione aziendale. Ma poi, grazie allo stage presso il Gruppo Loccioni e al professore che mi segue, penso di esser riuscita a fare un buon lavoro”.

La tesi sarà discussa a breve e speriamo anche pubblicata dall’Università, con l’augurio che questa esperienza nata con il Gruppo Loccioni possa avere un futuro.

“Questa idea si rivelerà visionaria, in quanto aggiunge un tassello importante all’interno del panorama organizzativo, in tema di vision, mission e cultura. Il concetto del gioco rischia di essere frainteso. Ma se se ne studiano i fondamenti e si va a fondo dell’atto del gioco, si scoprono elementi che, oltre ad essere presenti nel lavoro, possono diventare una vera capacità competitiva, e portare al successo”.

Un secondo incontro con gli studenti. E’ la volta dell’Università Politecnica delle Marche

Venerdì, 22 Maggio 2009

Oggi 22 maggio gli studenti del corso di Organizzazione Aziendale della facoltà di Economia di Ancona hanno provato a raccontarci il loro punto di vista sulla Play Factory.

PassioneLibertàAmbienteYear 2009

FolliaAperturaCuriositàTeamOpportunitàRicercaYoung

Le idee stanno al gioco

Sabato, 18 Aprile 2009

L’espresso, 26 marzo 2009

 

Lavorare? Un gioco da ragazzi. In fondo lo diceva già il poeta Friedrich Schiller che << l’uomo è completo solo quando gioca >>. E allora perchè non farsi venire nuove idee giocando a carte (anche) in azienda. Play 40 è un gioco da tavola come quelli di una volta… >more

Play Factory

Martedì, 25 Novembre 2008

Play Factory : “E’ nel gioco che l’uomo esprime il massimo della sua intelligenza ”. Isao Hosoe

Play Factory: “It is while playing intelligence is best expressed” . Isao Hosoe

Play 40 è una tappa importante del progetto Play Factory, un percorso che indica un nuovo modo di progettare, di “fare” e di creare valore attraverso l’espressione umana nella sua interezza. Le sue radici portano lontano: già nell’800 Schiller afferma che “l’uomo è completo solo quando gioca” perchè nelle operazioni ludiche convivono in modo armonico le componenti fondamentali dell’umanità: sensibilità e intelletto, materia e forma, esteriorità ed interiorità; tutte espressioni di bellezza. Adriano Olivetti, nel discorso inaugurale per il nuovo stabilimento di Pozzuoli (Napoli) nel 1955, afferma che: “di fronte al golfo più singolare del mondo, questa fabbrica si è elevata, nell’idea dell’architetto, in rispetto della bellezza dei luoghi e affinché la bellezza fosse di conforto nel lavoro di ogni giorno. La fabbrica fu quindi concepita alla misura dell’uomo, perché questi trovasse nel suo ordinato posto di lavoro uno strumento di riscatto e non un congegno di sofferenza. La fabbrica  deve produrre bellezza”.  L’educazione estetica si sviluppa attraverso il gioco perché esso  non è subordinato ad uno scopo razionale, né il momento intellettuale è sacrificato all’impulso sensibile: è un’attività che ha per fine se stessa.

Play 40 is a pivotal stage in the Play Factory project, a new method of designing and generating value through the free expression of the human being. Its roots can be found in the past: already  in the XVIII century Schiller stated that  “men are all-round when they play ” because in the game it is possible that all human beings main components coexist: sensibility and wit, matter and shape, inner and outer characteristics; all expressions of beauty. Adriano Olivetti, in his inauguration speech for the new Pozzuoli plant (Naples) in 1955, said that: “di fronte al golfo più singolare del mondo, questa fabbrica si è elevata, nell’idea dell’architetto, in rispetto della bellezza dei luoghi e affinché la bellezza fosse di conforto nel lavoro di ogni giorno. La fabbrica fu quindi concepita alla misura dell’uomo, perché questi trovasse nel suo ordinato posto di lavoro uno strumento di riscatto e non un congegno di sofferenza. La fabbrica  deve produrre bellezza” (this factory has been built in front of the most beautiful gulf of the world, thanks to an architect respecting the beautiful surrounding places so that the beauty may offer consolation to the everyday working activity. The factory was therefore created for man so that  he could find in his accurate workplace an instrument for his redemption and not a motivation to suffer). The aesthetical education develops through the game since it is not subordinated to a rational goal nor the intellectual moment is sacrificed to the sensible impulse: the only goal of this activity is itself.

 

Gioco vuol dire conoscere e conoscersi, “mettersi in gioco” per scoprire le affinità, le conoscenze tacite e i punti di forza. Con la crescita lo spazio del gioco si assottiglia sempre di più e, nello stesso tempo, si perde quella dinamicità fondamentale per l’innovazione. Play Factory è un modo per rivalutare il momento del gioco e per innalzarlo a ispiratore di creatività, innovazione, crescita.

Playing means knowing yourself and the reality around. “Stake yourself” inside the group to find out the affinities, the implied knowledge and the points of strength. The game space reduces with growth and at the same time that fundamental dynamism for innovation is progressively lost. Play Factory is the company thinking through the spaces and the moments of the game in terms of creativity, innovation , growth.

 

 

“Il Gruppo Loccioni è una Play Factory” - Isao Hosoe